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Comune di Lagnasco
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Visite al Castello

LAGNASCO- 3500 persone hanno visitato i Castelli che furono dei Marchesi Tapparelli d’Azeglio nel primo anno di apertura al pubblico dopo il cospicuo intervento di restauro. Dai dati, resi noti dall’associazione culturale d’Acord che si occupa della gestione per conto del Comune, emerge una realtà che i lagnaschesi intuivano dall’ormai costante presenza domenicale di auto o dalla crescente presenza di pullman parcheggiati in piazza Umberto I. Nelle 22 domeniche di apertura, dal 19 aprile allo scorso 25 ottobre (eccezion fatta per il mese di agosto) hanno visitato le sale riccamente affrescate del maniero 1776 turisti, cui vanno aggiunti 1559 visitatori in gruppi organizzati e prenotati, oltre ad alcune presenze legate ad iniziative collaterali; numeri importanti, ma certo non sufficienti a garantire al bene storico di autofinanziarsi. «L’analisi dei dati ci porta ad essere soddisfatti del lavoro svolto- dice l’architetto Nadia Audisio, che presiede i d’Acord- ma anche ad alcune analisi che dovranno servire per il futuro». La gestione del 2009 è infatti stata sperimentale, dopo l’inaugurazione in grande stile dei lavori alla presenza della presidente della Regione Mercedes Bresso nell’ottobre 2008, tra elezioni amministrative, in cui il Castello è stato tra i principali argomenti di discussione, ed incertezza sul futuro di questo tesoro artistico ed architettonico solo parzialmente recuperato. Un tesoro che la maggioranza dei visitatori non si aspetta di trovare, e che molti, nella nostra zona, ancora non conoscono. «Le reazioni dei visitatori sono riassumibili principalmente in stupore per quanto non si aspettavano di trovare e di cui, in molti casi, non conoscevano l’esistenza- dice ancora Nadia Audisio- ma la cosa che più ci ha colpito è che la maggioranza di coloro che hanno visitato il castello sono arrivati da fuori provincia, grazie a circuiti turistici come la Carta Musei di Torino Città Capitale. Per aree geografiche, la maggior parte dei visitatori arriva da Torino, Milano e dalla Liguria, e solo iniziative collaterali come il convegno sul Taricco o la mostra degli artigiani del mobile hanno contribuito a far crescere i visitatori della nostra provincia». La riflessione, certo non nuova, ma ora non più rinviabile, è che il decollo turistico del castello passi attraverso iniziative promozionali e collegamento con altri siti, inseriti in appositi circuiti, in grado di attirare appassionati ed amanti dell’arte. «Dobbiamo investire in promozione ed organizzarci al meglio per accogliere i turisti. C’è la volontà di lavorare in questa direzione facendo crescere la nostra associazione, che attualmente puó contare su sette guide, un aspetto su cui c’è piena sintonia con l’attuale amministrazione» sottolinea Nadia Audisio, ex assessore ed attuale consigliere comunale di minoranza. «Stiamo lavorando ad accordi di promozione, come l’adesione all’iniziativa regionale della Carta Musei insegna» sottolinea il sindaco Ernesto Testa, che aggiunge: «L’intenzione è quella di continuare a lavorare con i d’Acord, che devono peró strutturarsi, darsi uno statuto ed avere tutti quei requisiti che servono per poter aprire stabilmente al pubblico questo patrimonio artistico». oscar fiore
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