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Comune di Lagnasco
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Si avvia alla conclusione l'esperienza del campo migranti allestito a Lagnasco.

LAGNASCO - La rete dell’accoglienza ha fissato a martedì 9 ottobre la chiusura dei vari Centri dislocati nei comuni della frutta per ospitare i ragazzi africani in cerca di occupazione.


Da qualche settimana, di fatto, il "campo" lagnaschese si è via via spopolato dei 19 ospiti che dallo scorso 15 giugno avevano trovato posto tra il cimitero e la cooperativa Lagnasco Frutta. «Ad oggi rimangono sei persone che hanno in corso contratti di lavoro- ci fa sapere l’assessore all’agricoltura Ivo Migliore- il termine non è tassativo, ma entro pochi giorni, conclusi gli ultimi lavori nei campi e chiusi i contratti con le aziende, tutti i ragazzi africani lasceranno Lagnasco».


È stata una presenza discreta, quella dei migranti, praticamente autogestita, con un’altrettanta discreta "sorveglianza" da parte di Forze dell’Ordine, volontari della Caritas e referenti del Comune (oltre ad Ivo Migliore, si è occupato della questione il consigliere comunale Roberto Costamagna). Altrettanto silenziosa la gara di solidarietà cui si è assistito da parte dei lagnaschesi, dapprima per recuperare i beni di prima necessità come materassi e brandine, quindi per i beni alimentari o anche solo per un po’ di calore umano.


Tutti i migranti africani, con regolari permessi di soggiorno nel nostro Paese, hanno lavorato, qualcuno solo per pochi giorni, altri per periodi più lunghi e continuativi, in pochi peró per aziende lagnaschesi. «L’unico rammarico è che in pochi hanno trovato lavoro in paese- ci conferma Ivo Migliore- presso cui vi erano invece migranti africani ospitati in altri Centri di accoglienza. L’idea iniziale era quella di spostare eventualmente i ragazzi vicino al luogo in cui lavoravano per evitare i continui spostamenti in bicicletta, ma si è valutato che era controproducente rovinare equilibri di autogestione e di convivenza che funzionavano bene. Si sono dimostrati educati, rispettosi dell’accoglienza che gli è stata riservata, assolutamente pacifici perché abituati a questo tipo di allocazione. Credo che l’impegno ad affrontare l’emergenza che ha interessato il saluzzese, di fronte al quale Lagnasco non poteva tirarsi indietro, sia stato positivo».


In tanti hanno collaborato all’allestimento ed alla gestione dell’emergenza, in primis i gruppi locali di Protezione Civile e Alpini, oltre a numerosi privati. Non è stata comunque irrisoria, specialmente in tempi di ristrettezze economiche in cui si fa difficoltà a reperire risorse anche per interventi minori, la spesa per le casse comunali: l’acquisto delle tre tende (danneggiate dalla grandine ed inutilizzabili in futuro) e del prefabbricato adibito a WC ed i lavori di allacciamento ai servizi pubblici e di allestimento del campo di accoglienza, hanno infatti avuto un costo totale di oltre 17 mila euro. o. f. 

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