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Comune di Lagnasco
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Procollo d'intesa cassa integrazione T&G Sistemi: le critiche del gruppo di minoranza.

LAGNASCO- Il protocollo d’intesa firmato lo scorso 23 ottobre in Provincia per l’anticipo della cassa integrazione straordinaria a 56 dipendenti della T&G Sistemi, fa scoppiare un polverone politico in paese. La minoranza consiliare va all’attacco, chiedendo le dimissioni del primo cittadino Ernesto Testa che, come si legge nella missiva recapitata in Comune la scorsa settimana, "ha confuso i due ruoli, sindaco richiedente e imprenditore ricevente, coinvolgendo un'intera comunità che essendo piccola ha già mille difficoltà".


L’intesa, l’ennesima firmata in Provincia negli ultimi due anni a causa della crisi economica, rientra in una prassi che vede sempre coinvolti l’ente provinciale, la Fondazione CRC ed il Comune in cui ha sede l’azienda interessata: la Banca Regionale Europea anticipa ai lavoratori una quota dell’importo della cassa integrazione che con qualche mese di ritardo giungerà poi dall’INPS; i tre Enti citati si suddividono quindi le spese per l’istruttoria, quantificate nello specifico in 274 euro a carico del Comune di Lagnasco.


"Onorevole il gesto che il Comune ha voluto compiere, di questo si puó riconoscere il merito, ma forse ai lagnaschesi possono sorgere alcune perplessità sul comportamento dell'amministrazione comunale - si legge nella richiesta firmata da Bruno Mana, Fabio Carugo, Carlo Rivoira e Nadia Audisio- in periodi in cui i Comuni non hanno neppure i fondi per affrontare le spese di manutenzione ordinaria, si trovano i soldi per operazioni di questo genere a favore del primo cittadino, che oltre ad avere questa carica pubblica era amministratore della ditta in oggetto e quindi è in evidente conflitto di interesse. Infine - conclude la minoranza - non ha senso che la notizia sia stata appresa dal gruppo di minoranza dai mezzi stampa e non attraverso le modalità consuete".


Dal canto suo, Ernesto Testa non ci sta, e per la prima volta da quando è stato eletto sindaco, sceglie di rispondere alla polemica, forse perché legata alla sua attività privata: «Voglio immediatamente chiarire che la partecipazione del Comune non è sull’anticipo della Cassa, ma sulle spese relative all’anticipo, circa 270 euro, che la Provincia ogni volta coinvolge i Comuni dove ha sede l’azienda, ma soprattutto che il beneficio non va né all’azienda né all’ex amministratore, ma ai lavoratori, tra cui una dozzina di lagnaschesi. A fronte di questo, prima di procedere, ho approfondito con il segretario tutti gli aspetti formali: non c’è incompatibilità perché non c’è nessun beneficio alla mia persona». Sul fatto che la decisione, la minoranza l’abbia appresa dai giornali, Testa è categorico «La competenza è della Giunta, e c’è un’apposita delibera; le comunicazioni le faccio come sempre in Consiglio, e lo faró nel prossimo, il primo utile».


Infine, lo sfogo "politico": «Sono profondamente amareggiato e deluso, dall’inizio del mandato ho sempre coinvolto la minoranza in tutte le decisioni facendo anche pre-consigli e riunioni informali con loro, come nel recente caso del Piano Regolatore. Se restiamo all’apporto mio e della mia azienda, oltre ad aver rinunciato in questi anni a compensi per oltre 70 mila euro, in molte occasioni con i miei dipendenti, gli stessi per cui oggi il Comune impegna 270 euro, abbiamo effettuato lavori gratuiti a vantaggio della comunità. Credevo che in un piccolo Comune si lavorasse nell’interesse esclusivo della collettività e pensavo che le beghe personali fossero utilizzate come arma politica soltanto dai politici di professione. Prendo atto di essermi sbagliato, profondamente pentito di aver aperto a tanta collaborazione».


È evidente che questa iniziativa della minoranza, che forse nasconde qualche attore non protagonista, segni l’inizio della compagna elettorale per l’elezione del Sindaco del prossimo giugno. oscar fiore  

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