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Prima la batteriosi dei kiwi, poi la sharka per i peschi: non c’è pace per la frutticoltura saluzzese - La Regione stanzia 1 milione di Euro

Prima la batteriosi dei kiwi, poi la sharka per i peschi: non c’è pace per la frutticoltura saluzzese.


La Giunta Regionale lunedì scorso, su proposta dell’assessore Claudio Sacchetto (che essendo frutticoltore ha ben chiare le problematiche del settore) ha stanziato un milione e 100 mila euro per sostenere le azioni di eradicazione della sharka e dare continuità alla lotta obbligatoria contro la batteriosi del kiwi. Nel corso del 2013 sono infatti stati estirpati nel saluzzese circa 20 ettari di pesco colpiti dalla patologia della sharka, con l’intento di eradicare l’infestazione parassitaria. Dal 2010 ad oggi, cioè da quando ha fatto la sua comparsa la batteriosi del kiwi, sono inoltre stati persi in Piemonte 943 ettari coltivati ad actinidia, di cui 335 ettari nell’ultimo anno e mezzo. La Regione, preso atto delle aziende gravate dall’applicazione delle misure obbligatorie e del mancato reddito provocato dalle azioni di lotta, ha quindi previsto una serie di contributi a beneficio dei produttori per sostenere l’estirpo degli impianti infetti, stanziando complessivamente 1,1 milioni di euro. Si tratta dei primi stanziamenti per l’estirpo dei peschi, mentre per la batteriosi erano già stati distribuiti alle aziende interessate, 2,8 milioni nel 2011 (per l’estirpo di 280 ettari) e 3,1 milioni nel 2012 (a fronte di 328 ettari eliminati).


«Si tratta di un grande sforzo da parte della Regione- commenta Claudio Sacchetto - ma data l’applicazione obbligatoria di precise direttive finalizzate a limitare la diffusione delle fitopatologie, espansione che potrebbe rivelarsi preoccupante per l’intero comparto frutticolo, si cerca con il massimo impegno, dato il momento economico, di riservare un compenso a quei produttori che, pur compromettendo l’attività della propria azienda, per il bene del settore hanno estirpato interi impianti. La Regione ha lavorato intensamente sull’aspetto fitosanitario dell’emergenza facendo scuola in Italia, senza trascurare peró mai l’aspetto di sostegno costante nei confronti delle aziende colpite dalla problematica fitopatie». o. f.

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