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LA VETRINA DELLA FRUTTA E GLI ALTRI CANTIERI DEL CASTELLO SI LAGNASCO

LAGNASCO- Una vetrina della frutta all’interno dei Castelli Tapparelli d’Azeglio prende corpo la proposta lagnaschese inserita nel Piano Territoriale Integrato del saluzzese.


Giovedì scorso si è svolta in Regione la Conferenza dei Servizi tra tutti gli Enti interessati, buona parte dei comuni del saluzzese capeggiati da Saluzzo e le comunità montane valli Varaita e Po, che ha ufficializzato le opere in programma, per un investimento complessivo di oltre due milioni di euro; venerdì la Giunta Comunale ha quindi approvato il progetto preliminare per la parte di propria competenza.


«La fase progettuale del Piano Territoriale Integrato era stata avviata nel 2007- ci fa sapere il sindaco, Ernesto Testa- poi il taglio dei fondi ed il lungo iter burocratico ha portato a ben cinque anni di riunioni ed incontri che trovano peró ora lo sperato epilogo. Tutto è stato leggermente ridotto in base alle nuove disponibilità finanziarie, ma aggiungiamo un altro importante e positivo tassello alla crescita turistica del nostro Castello, ma soprattutto al legame che esso deve avere nella promozione congiunta con il territorio».


Il progetto iniziale da 140 mila euro è stato ridotto a 96 mila, di cui 83 mila finanziati dai fondi FAS del Ministero, che giungono con il tramite della Regione, ed i restanti 13 mila cofinanziati dal Comune. Le vetrine della frutta saranno allestimenti espositivi in diverse forme, che metteranno in correlazione la vocazione frutticola del territorio con i Castelli, diventando potenzialmente un valore aggiunto per entrambi. Sarà effettuata una ristrutturazione "leggera" di alcuni locali che ospiteranno l’esposizione, alcune sale e una cantina nel Castello di ponente ed una sala vicino al Salone degli Scudi nel Castello di levante. Con l’occasione saranno inoltre eliminate alcune barriere architettoniche presenti nei locali già restaurati in passato ed indispensabili per permettere a tutti l’accesso alla nuova esposizione, ma anche indirettamente alle sale che fanno parte del percorso di visita. In particolare saranno eliminate le barriere per l’accesso all’ascensore nel castello di ponente (di fatto inutilizzato proprio perché non accessibile per chi ha l’esigenza di utilizzarlo) e per il percorso che porta al Salone degli Scudi nella parte di levante. I lavori dovranno essere ultimati entro la metà del 2017: «La Giunta ha già approvato il preliminare ed ora si lavorerà al progetto definitivo- commenta il primo cittadino- credo che entro l’autunno possa arrivare il parere della Sovrintendenza e si possano quindi avviare i lavori la prossima primavera».


Salgono così a tre i cantieri che prossimamente interesseranno i Castelli Tapparelli per la prosecuzione graduale del lavoro per il completo recupero, in attesa che prenda corpo la nuova associazione (che potrebbe vedere la luce entro la fine della legislatura) che dovrebbe poi occuparsi della gestione complessiva del bene storico.


Il più corposo è senza dubbio il progetto di recupero della manica centrale, ormai giunto alla sua fase definitiva, che dovrà ospitare un polo ortofrutticolo per la valorizzazione dei prodotti locali, che ben si sposa con il progetto delle vetrine della frutta. L’intervento potrà usufruire di un finanziamento europeo, inserito nel Programma Operativo Regionale 2007/2013 (POR-FESR), di 500 mila euro; nel suo complesso, l’opera di recupero di quella parte di fabbricato è complessivamente quantificata in 800 mila euro, cofinanziata in parte dall’Associazione "Terre dei Savoia" e per la restante parte dalla Fondazione CRC.


L’intervento più imminente dovrebbe invece essere quello del recupero dello storico giardino, per la realizzazione del "Giardino delle essenze" inserito nel progetto complessivo "Essenza del territorio, una rete per le vie sabaude dei profumi e dei sapori" realizzato grazie a "Terre dei Savoia" e che coinvolge anche siti storici di Racconigi e Bene Vagienna. Anche in questo caso il Comune non dovrà sostenere costi: i 73.500 euro preventivati saranno infatti coperti al 60% dalla Compagnia San Paolo e per la restante parte da "Terre dei Savoia". I lavori dovrebbero essere effettuati in estate e conclusi con la semina il prossimo autunno. C’è infine un’altra iniziativa cui si sta lavorando per i Castelli Tapparelli, in collaborazione con gli altri enti del saluzzese, il Piano Integrato Transfrontaliero legato alla Biosfera del Monviso. Si tratta di un tavolo per il turismo di tutto il saluzzese, coordinato dal Parco del Po per legarlo alla Biosfera del Monviso. «L’obiettivo è creare un circuito turistico che coinvolga tutta l’area del Marchesato all’ombra del Monviso, interessando più settori del tempo libero, dalla cultura al cicloturismo, dal paesaggio di flora e fauna all’architettura antica- conclude il sindaco Testa- che per noi puó rappresentare un modo non oneroso per promuovere e far conoscere ad un pubblico sempre più vasto e variegato il Castello ed il suo territorio». o. f. oscar fiore  

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