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Il CReSO diventa fondazione

Il CReSO, il Consorzio di Ricerca e Sperimentazione per l’Ortofrutticoltura piemontese, diventerà una Fondazione per la Ricerca sostenuta dalla Regione Piemonte. La decisione, cui la Regione, principale socio pubblico dell’attuale società consortile, sta lavorando da un paio d’anni, è stata ufficializzata con un apposito articolo inserito nella Legge Finanziaria approvata lo scorso 7 maggio. All’articolo 5 viene definita la messa in liquidazione del CReSO, ma all’articolo 6 viene istituita l’apposita Fondazione che le prenderà il posto, definendo tempi certi per entrambi: il passaggio dovrebbe avvenire il 1 gennaio 2014.


«Un’esigenza nata tre anni fa, studiando la struttura di altri Centri di Ricerca, in particolare San Michele all’Adige con cui CReSO collabora- commenta l’assessore regionale, Claudio Sacchetto- la Fondazione puó partecipare a bandi di ricerca europei ed accedere quindi a fondi e finanziamenti previsti. La crisi economica, con la dismissione delle partecipate non strategiche dagli Enti pubblici, ha accelerato i tempi di una precisa strategia cui stavamo lavorando da due anni. Inserire un apposito articolo nella Finanziaria regionale significa che esiste ora una legge che istituisce ufficialmente la Fondazione per la Ricerca in Ortofrutticoltura, cosa che in precedenza non esisteva».


Attualmente il CReSo è una società consortile a prevalente capitale pubblic oltre alla Regione, che detiene il 31,85% delle quote, ne fanno parte la Camera di Commercio di Cuneo, le Province di Cuneo (che ha definito la partecipazione non strategica e ne vorrebbe uscire), Alessandria, Asti e Torino, le Comunità montane Alta Langa e Alpi del Mare; tra i soci privati, le tre Organizzazioni di Produttori di frutta (con la maggioranza all’Asprofrut) e le due delle nocciole, oltre ad una minima partecipazione delle associazioni di categoria agricole. «Con la Fondazione- ci fa sapere l’assessore Sacchetto- l’unico socio pubblico rimarrà la Regione, cui spetterà la governance, si sta lavorando per una partecipazione di Unioncamere in rappresentanza delle Camere di Commercio interessate, anche perché le Province hanno l’obbligo di dismettere le partecipazioni e le Comunità montane sono ormai scomparse. Come soci privati, rimarranno le OP della frutta, che ora sono quattro, e le OP delle nocciole. Avremo così un Centro Ricerche all’avanguardia non solo come ricercatori e risultati, ma anche come organizzazione e snellezza della struttura».


Soddisfazione al CReSO, sia dalla struttura dei ricercatori guidata da Silvio Pellegrino, che coordina l’attività dei Centri Ricerca per la frutticoltura di Manta, per la corilicoltura di Cravanzana e per l’orticoltura di Boves, sia dal Consiglio di Amministrazione, guidato da Michele Quaglia: «Un segno positivo per tutto il comparto di ricerca, la Regione è riuscita a risolvere il problema delle partecipate trovando una soluzione che valorizza e conferma l’importanza del CReSO in un ambito strategico per l’economia del territorio, come quello frutticolo. Siamo soddisfatti di questa novità- sintetizza il presidente Quaglia - il CReSO, apprezzato e conosciuto ormai a livello europeo per le sue ottime referenze, potrà conoscere ulteriori sviluppi e crescere ancora, perché l’istituzione della Fondazione apre la porta ai finanziamenti comunitari legati ai progetti di ricerca. Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Assessore ed i funzionari, per la stesura del nuovo Statuto, affinché con l’inizio del nuovo anno la neonata Fondazione possa essere a tutti gli effetti operativa».

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