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Comune di Lagnasco
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FINE LAVORI AL CASTELLO DI LAGNASCO

LAGNASCO- Non solo il nuovo gestore per i prossimi quattro anni, ma importanti novità riguardano lo storico maniero in questo avvio di 2016, un anno speciale in cui ricorrono i 200 anni dalla nascita di Emanuele, l’ultimo discendente del casato Tapparelli. Gli UR/CA, che in partnership con "Monregaltour", "I-tour" e "Turismo in Langa" la scorsa settimana si sono aggiudicati la gestione quadriennale del bene storico, a breve presenteranno il loro progetto di valorizzazione, valutato positivamente dalla Commissione nominata dal Comune, in ogni suo dettaglio.


Nel frattempo il Corriere entra in anteprima nelle sale restaurate nella manica centrale ed in quelle "ripulite" al secondo piano della manica di ponente, dando l’opportunità ai lettori di conoscere un altro tassello di questo immenso patrimonio storico e artistico che prosegue il suo cammino di lenta riscoperta, tra le ristrettezze economiche tipiche del momento e la ricerca di appositi finanziamenti.


Un progetto di riqualificazione avviato meno di un anno fa, realizzato in tempi rapidi considerando la scadenza delle risorse messe a disposizione dal Programma Operativo Regionale 2007/2013 che utilizza fondi europei nell’ambito della "Tutela dei beni ambientali e culturali". Oltre al finanziamento regionale di oltre 450 mila euro, l’intervento (che ha comportato una spesa complessiva di circa 625 mila euro) è stato coperto da un contributo di 140 mila euro concesso al Comune dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e con 30 mila euro messi a disposizione dall’Associazione "Terre dei Savoia" di cui il Comune è tra i soci fondatori e che si è fatta promotrice della partecipazione al bando regionale.


I lavori hanno interessato il recupero funzionale della torre a destra dell’ingresso del complesso storico, dei locali al piano terra a fianco dell’attuale biglietteria (situati parzialmente sotto la sala convegni) e di alcuni altri locali al piano terra ed al primo piano della manica centrale del maniero. Al piano terra sono stati ripristinati gli antichi pavimenti in gallettato, al primo piano, dove possibile, quelli in cotto, negli altri locali è stata predisposta una pavimentazione in resina, come già nell’attigua sala convegni. Medesimo discorso per serramenti, scuri ed infissi: alcuni sono risalenti al 1500 e sono stati restaurati, altri ormai deteriorati o assenti, sostituiti o realizzati in modo analogo ai precedenti. Ripristinati e restaurati anche i soffitti a cassettoni, mentre sulle pareti sono stati effettuati alcuni saggi per la ricerca di affreschi al di sotto dell’intonaco, confermando il ridotto pregio artistico di quest’ala del maniero, probabilmente utilizzata in passato come corpo di guardia.


All’interno di questi rinnovati locali, oltre alla nuova biglietteria, sarà ospitato un bookshop, e più in generale sarà il cuore del "polo ortofrutticolo per la valorizzazione dei prodotti del territorio", la sede dell’Assortofrutta e di eventuali altri enti o associazioni del mondo produttivo, un modo per legare sempre di più l’antico maniero alla promozione del territorio e delle sue peculiarità.


I lavori sono stati effettuati dalla "Nuova Edilizia" dell’arch. Oscar Girello di Cuneo, con la collaborazione della "Temporestudio" di Bra per le opere specialistiche di restauro e dell’impresa "Daitec" di Rossana per l’impiantistica, su progetto degli architetti Paolo Bovo, Giorgio Rossi e Chiara Avagnina. Hanno inoltre lavorato altre imprese: Gonella di Racconigi per i restauri lignei dei soffitti, Giovanni Pairone di Lagnasco per i restauri architettonici ed artistici, Galleano di Caramagna per i serramenti, Magliocco di Scarnafigi per i lavori in ferro.


Nell’intervento sono inoltre stati ricompresi alcuni lavori di "pulizia" al secondo piano del Castello di Ponente, nei locali conosciuti come "Alloggio del Vescovo": sono stati tolti i controsoffitti ed eliminati alcuni tramezzi (che nel recente passato erano serviti per realizzare alloggi residenziali) riportando alla luce splendidi soffitti a cassettoni, fregi araldici e parti di affreschi (di cui già si conosceva la presenza dai precedenti lavori di restauro). Un ulteriore conferma sul fatto che i Castelli Tapparelli siano un immenso scrigno che custodisce un patrimonio artistico di assoluta rilevanza che forse, in futuro, almeno in parte potrà essere nuovamente reso disponibile ai posteri, in attesa dei necessari finanziamenti.


oscar fiore

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