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Dopo il freddo siberiano, la frutticoltura si lecca le ferite

Il freddo siberiano è passato, la zootecnia tira un sospiro di sollievo dopo i sistemi automatizzati in tilt ed un calo produttivo del comparto latte che hanno contraddistinto la settimana del grande freddo, mentre la frutticoltura si lecca le ferite, guardando con apprensione e poca speranza alla ripresa vegetativa.


Giovedì scorso, l’assessore regionale Claudio Sacchetto ha convocato un tavolo di confronto con le associazioni agricole e le organizzazioni dei produttori per condividere ed individuare le strategie da adottare per ottenere la proclamazione dello stato di calamità naturale.Un provvedimento governativo che potrebbe significare, non insperabili indennizzi, ma sgravi contributivi e fiscali, cassa integrazione per i dipendenti fissi, deroga sul regolamento ocm ortofrutta per poter, vista la situazione molto particolare, attivare le risorse in maniera più flessibile, fino all’attivazione di specifiche misure da parte di Ismea per l’accensione di mutui pluriennali.


Queste, in sintesi, le richieste scaturite dall’incontro svolto presso l’assessorato di Corso Stati Uniti, che la Regione farà sue in settimana chiedendo di inserire la questione all’ordine del giorno della prima seduta utile della Commissione Politiche Agricole, l’organismo che vede riunirsi a Roma tutti gli assessori regionali all’agricoltura.


«Fin dal verificarsi degli eventi calamitosi la Regione si è immediatamente attivata- ci dice l’assessore Claudio Sacchetto - inoltrando una lettera a Province e Comunità Montane per una rapida delimitazione delle aree interessate dal danno. Dal tavolo operativo di giovedì scorso sono emerse proposte di buonsenso, che credo possano essere prese in considerazione e soddisfatte dal Goveno nazionale, anche perchè mi pare oggettivo il fatto che quello appena vissuto sia stato un evento straordinario, che va al di là di qualunque previsione e rischio d’impresa. La questione sarà posta all’attenzione della Commissione Politiche Agricole e del Ministero, certi di poter trovare un interlocutore attento alle proposte e solerte nelle risposte». La Regione, dal canto suo, si è impegnata a rifinanziare la misura sull’estirpo dell’actinidia, ad attivare nell’ambito del Piano Verde 2012 un credito di conduzione specifico per le aziende colpite e si attiverà presso gli istituti bancari per sensibilizzarli verso una moratoria dei mutui accesi dalle imprese. Disponibilità inoltre a valutare la possibilità di derogare, per alcune misure e dove necessario, ai regolamenti in materia di Psr, per accelerare le erogazioni ed evitare il rischio del venir meno dei requisiti di ammissibilità.


Difficile, ad oggi, quantificare il danno subito dalle coltivazioni, concentrate in buona parte nella zona saluzzese, ma potrebbero essere compromesse molte produzioni ortofrutticole, in particolare kiwi, albicocche e pesche, anche per le stagioni successive. «I danni sono ingenti, forse anche più di quanto puó sembrare ora che ci affidiamo ad un briciolo di speranza- commenta il presidente di Assortofrutta, AOP Piemonte ed Asprofrut, Domenico Sacchetto- le temperature minime a livelli mai raggiunti, sicuramente hanno compromesso le coltivazioni di kiwi, ma anche gli impianti giovani di peschi, albicocchi e meli. Conosciamo le difficoltà economiche della pubblica amministrazione, ma confidiamo che l’impegno della Regione sia seguito da quello dello Stato, affinché non sia messo in ginocchio il settore primario, su cui gravita, direttamente o indirettamente, un’alta percentuale dell’economia della nostra zona».  

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